Odia la sua vita privata lo Special One


Mi sento male al non essere una persona normale che porta il figlio allo stadio la domenica, di come aver perso la reputazione dopo di che ha messo il dito nell’occhio a Tito Vilanova, quel fatto mi ha segnato come il cattivo della situazione tanto che la gente mi insulta più delle volte quando qualcuno si avvicina a chiedermi un autografo.

Ha sorpreso queste dichiarazioni con questa frase in una intervista concessa dall’allenatore portoghese alla catena CNN, nella quale spiega che la sua brillante carriera e un profilo molto pubblico hanno tenuto un impatto devastante nella sua vita personale.

La gente mi conosce e sa che non sono qui per divertirmi, sono qui per fare il mio lavoro, in tanti non lo apprezzano, ma chi lo fa per me ha il mio rispetto e la mia riconoscenza. Il preparatore bianco non si lamenta di tutto ciò, ma un po’ dal fatto che non può camminare per strada senza essere osservato.

Per me Ferguson è un esempio, io lo chiamo il Boss perché quando io farò ritorno in Premier voglio averlo ancora in circolazione, alludendo al fatto dei rumors che lo vedono sedere sulla sua panchina. Ho ancora un contrato che intendo rispettare e finire col Real, l’ho firmato e sono uno di parola.

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di Publionline2000 Inviato su Serie A